Al grido accorato e forte che ci lancia Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo, ucciso nella strage di via D’Amelio, ci dobbiamo risvegliare. Un anelito di dignità deve soffiare nei cuori delle persone.
Basta veline, basta inciuci, vogliamo gente onesta al governo. Vogliamo eleggere i nostri rappresentanti, vogliamo sapere cosa è successo il 19 luglio 1992 senza che qualcuno affossi ancora quanto è successo.
A Vasto, alla 4° festa nazionale del partito di Italia dei Valori c’ero anche io. E per la seconda volta ho partecipato ad un incontro con Salvatore. Mi procurerò anche io un’agenda rossa, e chiederò alle istituzioni chi ce l’ha perchè la smetta di ricattare per tenere sotto scacco questo paese.
Salvatore in mezzo a noi si è sentito a casa. Mi sono commossa. Ha uno spirito forte e spero che Dio lo mantenga ancora sano e forte a testimoniare, a chiedere GIUSTIZIA.
Ho sentito parlare dal vivo anche Giocchino Genchi per la prima volta.
Spero che non gli facciano del male, è un cittadino onesto che ha fatto il suo dovere e non si è piegato nemmeno quando hanno gettato fango su di lui e sul suo lavoro.
A quel carabiniere che indagava su Leoluca Orlando, che è uscito pulito dalle indagini, dico solo:
VERGOGNA!
Tu sei stato indagato! Guardavi la pagliuzza e non vedevi la tua trave!
A breve spero di mettere ancora le mie osservazioni sull’evento che mi ha dato nuovi spunti interessanti per muoversi a livello locale.
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